Diarrea frequente: cause, sintomi e quando preoccuparsi

Diarrea frequente, alle possibili cause, ai sintomi associati e ai segnali che richiedono una valutazione medica. La grafica mostra una donna con dolore addominale e un’illustrazione dell’apparato digerente.

La diarrea frequente non dovrebbe essere considerata una condizione normale con cui imparare semplicemente a convivere, soprattutto quando si ripresenta nel tempo, provoca urgenza evacuativa o condiziona il lavoro, gli spostamenti e la vita sociale.

Un episodio occasionale può essere legato a un’infezione gastrointestinale o ad altre circostanze temporanee. Quando, invece, le scariche persistono o ricompaiono frequentemente, è importante non limitarsi a bloccare il sintomo, ma cercarne l’origine con una valutazione medica.

La diarrea, infatti, è un sintomo e non una diagnosi. Può essere associata a condizioni differenti, che richiedono accertamenti e trattamenti diversi.

Nota importante
Questo articolo riguarda principalmente la diarrea nell’adulto. Bambini, persone anziane fragili, donne in gravidanza, pazienti immunodepressi e persone con patologie croniche richiedono valutazioni specifiche.

La diarrea frequente in cinque punti

Secondo la definizione clinica della diarrea del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, si parla di diarrea in presenza di feci molli o acquose almeno tre volte al giorno oppure più frequentemente rispetto alla normale abitudine intestinale individuale.

Il numero delle evacuazioni non è quindi l’unico parametro da osservare.

Una persona può evacuare più volte producendo feci formate senza avere necessariamente diarrea. Al contrario, un cambiamento significativo verso feci liquide può essere clinicamente rilevante anche quando il numero delle evacuazioni non è particolarmente elevato.

IIn base alla durata, la diarrea viene generalmente distinta in:

  • acuta, quando dura per un periodo breve, tipicamente meno di una settimana;
  • persistente, quando dura più di due settimane ma meno di quattro;
  • cronica, quando è presente per almeno quattro settimane.

La diarrea cronica può essere continua oppure presentarsi in modo intermittente. La durata orienta la valutazione, ma non permette da sola di identificare la causa.

FormaDurata indicativaIndicazione
AcutaGeneralmente meno di una settimanaSpesso transitoria
PersistenteOltre 2 e meno di 4 settimaneRichiede attenzione
CronicaAlmeno 4 settimaneNecessita di inquadramento

La durata aiuta a classificare il disturbo, ma non determina automaticamente la causa.

Oltre alle feci molli o acquose, possono essere presenti:

  • urgenza evacuativa;
  • crampi o dolore addominale;
  • gonfiore;
  • nausea;
  • difficoltà nel controllare l’evacuazione;
  • febbre;
  • muco o sangue nelle feci;
  • debolezza;
  • perdita di peso;
  • segni di disidratazione.

I sintomi e le cause della diarrea variano in relazione alla condizione sottostante. La sola combinazione di gonfiore, crampi e alterazioni dell’alvo non è sufficiente per formulare una diagnosi specifica.

L’urgenza evacuativa e il timore di non trovare un bagno possono rendere difficili:

  • il lavoro;
  • i viaggi;
  • l’attività fisica;
  • i pasti fuori casa;
  • le occasioni sociali;
  • gli spostamenti quotidiani.

Il disturbo può inoltre modificare il rapporto con il cibo. Alcune persone iniziano a escludere numerosi alimenti senza aver verificato una relazione ripetibile tra il loro consumo e i sintomi.

Queste restrizioni possono rendere la dieta monotona e nutrizionalmente inadeguata senza risolvere la causa del problema.

Le possibili cause della diarrea frequente sono numerose. La valutazione deve prendere in considerazione durata, caratteristiche delle feci, farmaci, viaggi, alimentazione, patologie già diagnosticate ed eventuali sintomi associati.

Infezioni gastrointestinali

Virus, batteri e parassiti possono causare diarrea, soprattutto nelle forme acute.

Le infezioni possono essere associate al consumo di acqua o alimenti contaminati, a viaggi o al contatto con persone infette. Alcune si risolvono spontaneamente, mentre altre possono protrarsi o richiedere accertamenti specifici.

Le infezioni fungine non rappresentano invece una causa comune nella popolazione generale. Possono assumere maggiore rilevanza in condizioni cliniche particolari, come una grave immunodepressione.

Farmaci e integratori

La diarrea può comparire come effetto indesiderato di alcuni prodotti, tra cui:

  • antibiotici;
  • lassativi;
  • antiacidi o integratori contenenti magnesio;
  • metformina;
  • alcuni trattamenti oncologici;
  • prodotti contenenti elevate quantità di polioli.

La presenza del sintomo non autorizza a sospendere autonomamente una terapia. Il rapporto tra farmaco e diarrea deve essere valutato dal medico.

Diarrea dopo antibiotici

La diarrea può comparire durante o dopo una terapia antibiotica.

Quando è intensa, persistente oppure associata a febbre e dolore addominale, il medico può ritenere necessario escludere specifiche complicanze infettive.

Non è opportuno assumere autonomamente antibiotici avanzati da precedenti terapie o farmaci antidiarroici senza aver valutato il quadro clinico.

Intolleranze, malassorbimenti e celiachia

Alcune forme possono essere associate alla difficoltà di digerire o assorbire determinate sostanze.

Tra le condizioni che il medico può valutare rientrano:

  • intolleranza al lattosio;
  • alcuni malassorbimenti dei carboidrati;
  • celiachia;
  • insufficienza pancreatica;
  • malassorbimento degli acidi biliari.

La celiachia è una patologia autoimmune, non una generica intolleranza. Il glutine non dovrebbe essere eliminato prima degli esami diagnostici, perché la sua esclusione può influenzare i risultati.

Patologie intestinali

Tra le condizioni che possono manifestarsi con diarrea persistente o cronica rientrano:

  • malattia di Crohn;
  • colite ulcerosa;
  • colite microscopica;
  • sindrome dell’intestino irritabile con diarrea;
  • patologie associate a maldigestione o malassorbimento.

Le linee guida per l’inquadramento della diarrea cronica della British Society of Gastroenterology richiamano, tra le condizioni da considerare, colite microscopica, diarrea da acidi biliari, malassorbimento del lattosio e altre cause organiche o funzionali. questo comportamento può determinare una dieta sempre più monotona, difficile da sostenere e non necessariamente efficace.

SIBO e diarrea

La SIBO, acronimo di Small Intestinal Bacterial Overgrowth, è una condizione in cui alterazioni della popolazione batterica dell’intestino tenue sono associate a sintomi gastrointestinali.

Può presentarsi con:

  • gonfiore;
  • gas;
  • dolore addominale;
  • diarrea;
  • in alcuni casi problemi di assorbimento.

Questi sintomi non sono però specifici della SIBO.

Secondo l’American College of Gastroenterology, la valutazione della SIBO richiede l’interpretazione del quadro clinico e degli eventuali test nel corretto contesto sanitario. Diarrea e gonfiore, da soli, non consentono di confermare la diagnosi.

Disbiosi intestinale: un termine da usare con cautela

Il termine “disbiosi” viene utilizzato per descrivere genericamente alterazioni del microbiota intestinale.

Non identifica però, da solo, una diagnosi clinica e non permette di stabilire con certezza la causa della diarrea.

Inoltre, la diarrea stessa può modificare temporaneamente la composizione delle feci e dei microrganismi rilevati. Un test commerciale del microbiota non dovrebbe quindi sostituire gli accertamenti clinici riconosciuti.

Stress e asse intestino-cervello

Stress e ansia possono influenzare la motilità intestinale, la sensibilità viscerale e l’urgenza evacuativa.

Questo non significa che la diarrea sia immaginaria o esclusivamente psicologica. I sintomi sono reali, ma la componente emotiva non dovrebbe essere utilizzata per escludere automaticamente una causa organica.

È opportuno richiedere una valutazione medica quando la diarrea:

  • dura diversi giorni senza migliorare;
  • continua a ripresentarsi;
  • persiste per almeno quattro settimane;
  • compare durante la notte;
  • è accompagnata da sangue;
  • determina feci nere;
  • si associa a febbre elevata;
  • provoca dolore intenso;
  • causa dimagrimento involontario;
  • compare dopo una terapia antibiotica;
  • causa segni di disidratazione.

È necessaria assistenza tempestiva in presenza di confusione, incapacità di bere, vomito persistente, riduzione significativa delle urine o rapido peggioramento delle condizioni generali. Il NIDDK indica tra i segnali che richiedono attenzione anche sangue o pus nelle feci, feci nere, dolore intenso, febbre elevata e disidratazione.

Non ignorare questi sintomi

Contatta il medico in presenza di:

  • sangue o feci nere;
  • febbre elevata;
  • dolore addominale intenso;
  • sintomi che svegliano durante la notte;
  • perdita di peso non intenzionale;
  • incapacità di assumere liquidi;
  • riduzione delle urine;
  • confusione o marcata debolezza.

Non esiste un unico esame capace di individuare tutte le cause della diarrea.

Il percorso diagnostico della diarrea parte generalmente dalla storia clinica, dall’esame obiettivo e dalla valutazione dei sintomi. In base al caso, il medico può richiedere esami del sangue, analisi delle feci o ulteriori indagini.

Le linee guida sulla diarrea acquosa cronica dell’American Gastroenterological Association suggeriscono, nei pazienti appropriati, approfondimenti mirati per condizioni come celiachia, giardiasi, infiammazione intestinale e diarrea da acidi biliari.

Gli accertamenti devono essere scelti dal medico in funzione del quadro individuale.

Cosa annotare prima della visita

Può essere utile compilare per alcuni giorni un diario indicando:

  • numero e orario delle evacuazioni;
  • consistenza delle feci;
  • episodi notturni;
  • urgenza;
  • dolore e gonfiore;
  • presenza di sangue o muco;
  • alimenti consumati;
  • farmaci e integratori;
  • viaggi recenti;
  • antibiotici assunti;
  • eventuali variazioni di peso.

Il diario non serve per effettuare un’autodiagnosi, ma può aiutare il professionista a ricostruire l’andamento dei sintomi.

Data e oraConsistenzaUrgenzaDolore/gonfioreCibi e bevandeFarmaci

Convivere con scariche ricorrenti, crampi e paura di allontanarsi da casa non significa avere risolto il problema.

La diarrea frequente merita attenzione quando persiste, ritorna nel tempo o compromette la qualità della vita.

Dopo il necessario inquadramento medico, l’alimentazione può contribuire alla gestione dei sintomi e alla prevenzione delle carenze.

La diarrea frequente non dovrebbe essere gestita soltanto con soluzioni temporanee o restrizioni alimentari scelte in autonomia.

Quando il disturbo persiste, si ripresenta o condiziona la qualità della vita, è importante individuare la possibile causa attraverso un corretto inquadramento medico.

Dopo gli accertamenti necessari, il percorso nutrizionale può contribuire a gestire l’alimentazione, prevenire eventuali carenze e ridurre esclusioni non necessarie.

La diarrea si ripresenta frequentemente?

Prima di eliminare alimenti o seguire una dieta restrittiva, è importante comprendere l’origine del disturbo.

Scopri come gestire il rapporto tra alimentazione, idratazione e sintomi intestinali nell’articolo in pubblicazione il prossimo 4 agosto.


Articolo a cura della Dott.ssa Grazia Di Stefano, Biologa Nutrizionista.

Le informazioni contenute in questo articolo sono basate sulle evidenze scientifiche e sulle linee guida disponibili e hanno esclusivamente finalità informative.

La diarrea frequente o persistente può dipendere da condizioni differenti. Per questo motivo, in presenza di sintomi ricorrenti, segnali d’allarme o peggioramento del quadro clinico, è fondamentale rivolgersi al proprio medico per un corretto inquadramento diagnostico.

Il percorso nutrizionale può affiancare la valutazione medica, ma non sostituisce la diagnosi né il trattamento della causa sottostante.

Fonti principali: National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, American Gastroenterological Association, British Society of Gastroenterology, American College of Gastroenterology e letteratura scientifica sulla diarrea acuta e cronica nell’adulto.

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Diarrea frequente: cause, sintomi e quando preoccuparsi

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