Come mantenere le ossa in salute

osteoporosi

Le ossa con il tempo tendono ad indebolirsi perchè le cellule che lo deteriorano prevalgono su quelle che lo costruiscono. Un ruolo importante in questa lotta assumono la vitamina D ed il calcio e mantenere il loro equilibrio è importante affinché lo scheletro possa conservare la sua corretta funzionalità.

La fragilità delle ossa è un problema connesso all’età. Di esso risentono in modo particolare in media il 25% delle donne dopo i 60 anni, il 12% in media gli uomini, per cui l’osso da robusto diventa più fragile e quindi meno resistente. Illustriamone i motivi.

L’osteoporosi si può considerare una malattia che insorge a causa dello squilibrio del metabolismo dell’osso.

La fine del suo sviluppo è contraddistinta dall’equilibrio di due tipi di cellule:

  • gli osteoblasti che operano per la sua costruzione
  • gli osteoclasti che operano per rimuovere i sali di cui esso è composto.

Quando i secondi prendono il sopravvento inizia a diminuire la sua resistenza e, di conseguenza, ad aumentare la sua fragilità.

L’importanza degli ormoni

Nella donna, dopo la fine della menopausa, la forte diminuzione degli estrogeni, che hanno il potere di limitare l’operatività degli osteoclasti, produce un aumento della fragilità delle loro ossa che, come prima detto, è più accentuata rispetto di quanto invece avviene negli uomini (in media il 25% nelle donne ed il 12,5% negli uomini).

Ciò suggerirebbe per le donne, la necessità di effettuare uno screening preventivo al superamento del 60° genetliaco ma anche, per precauzione, prima.

Il processo nel suo complesso può avere anche delle concause: patologie come l’ipertiroidismo che aumentando il metabolismo generale dell’organismo producono anche quello di rimozione dei minerali che si trovano nelle ossa, malattie intestinali che ostacolano l’assorbimento del calcio contenuto negli alimenti, ecc.

Come prevenire l’osteoporosi?

Le ossa possono essere mantenute in salute seguendo alcune regole, iniziando a farlo fin da giovani, in modo da creare preventivamente una buona massa ossea, e quindi poi ”vivere di rendita”, mantenendo un buono stile di vita, che potrà in futuro essere sempre utile nel corso della vita di un essere umano.

Pertanto sarà conveniente:

  • Assumere una sufficiente quantità di vitamina D e di calcio. Quello meglio assorbibile è contenuto in alcune famiglie di vegetali e nell’acqua minerale. Anche il latte ed i latticini contengono calcio. Esso però è meno assorbibile e per altri motivi può invece, al contrario, richiamare calcio da esse.
  • Svolgere una corretta attività fisica al fine di stimolare gli osteoblasti ed evitare l’accumulo di grassi
  • Evitare gli alcolici che ostacolano l’assorbimento dei nutrienti
  • Evitare il fumo

Alimentazione anti osteoporosi

Gli specialisti consigliano di aumentare la dose quotidiana di calcio da 1000 a 1500mg.

Per assicurarci il giusto fabbisogno, infatti, è necessario assumere alimenti ricchi di calcio, ma senza cadere nell’errore di pensare che i latticini ne siano l’unica fonte: infatti, sono molto ricche di calcio anche le verdure a foglia larga come il cavolo, la frutta secca come le mandorle, quella fresca come le arance, i legumi come la soia e soprattutto l’acqua con un contenuto medio di minerali e residuo fisso non particolarmente basso..

Al contempo, è importante non eccedere nel consumo di alimenti che contengono elevate quantità di fosforo come la carne rossa, i cibi elaborati e ricchi di conservanti e le bevande gassate. Un eccesso di fosforo nella dieta, infatti, accelera la perdita di calcio e magnesio nelle ossa. Si consiglia anche di evitare l’eccesso di sodio, un’abitudine che aiuta anche a mantenere i valori della pressione sanguigna nella norma.

Attenzione particolare va riservata non solo al sodio utilizzato per salare gli alimenti, ma anche a quello “occulto” nelle carni conservate (salumi e insaccati), nel pane e nei sostituti, nel dado da brodo, negli snack e nei prodotti in salamoia.

Diminuendo questi prodotti e consumando più frutta, verdura, cereali integrali e legumi, proteggeremo la struttura ossea e, più in generale, la nostra salute.

Che esami svolgere per valutare la situazione

Non è possibile riconoscere la malattia in quanto non ha manifestazioni cliniche visibili. Ci si accorge di essa solo dopo aver subito un evento traumatico quando l’osso si è spezzato in modo frammentario.

E’ consigliabile ed utile, quindi, effettuare un esame preventivo non invasivo come la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) tramite il quale si ottengono rapidamente risultati attendibili con una minima esposizione alle radiazioni.

Gli esiti possono essere espressi nelle modalità T-Score o Z-Score con valori che sono riferiti alla popolazione sana, misurandone la deviazione rispetto al valore ideale.

Per il T-Score ad esempio, l’indice normale è compreso fra +1 e -1. Se esso ha un valore eguale o maggiore di -2,5 si è affetti da osteoporosi e diventa opportuno rivolgersi al proprio medico curante o ad un ortopedico.

Post che potrebbero piacerti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Come mantenere le ossa in salute

di Redazione tempo di lettura: 3 min
0