Mal di testa: prevenirlo con alimentazione

mal di testa

Chi non ha mai avuto mal di testa, scagli la prima pietra… mi verrebbe da dire, visto che tutti abbiamo provato, almeno una volta, la sensazione orribile della cefalea. In alcuni casi, può essere così forte da incidere pesantemente sulla qualità della vita, fino a diventare una malattia invalidante. Lo scopo di questo articolo è di imparare a distinguere tra i vari tipi di mal di testa e parlare degli eventuali rimedi per evitarlo o comunque, ridurne l’intensità. Le cause dal mal di testa possono comunque essere molteplici, di conseguenza, i rimedi potrebbero non essere adatti, indistintamente, a tutti. Numerose ricerche scientifiche hanno comunque messo in evidenza una correlazione tra cefalee e cibo.

Il mal di testa non è tutto lo stesso

Vari tipi di mal di testa: 1) da sinusite 2) a grappolo 3) emicrania 4) tensivo

Mal di testa da sinusite

Questa tipologia di mal di testa è caratterizzato da dolore e pressione intorno agli occhi, nelle guance e sulla fronte.

Peggiora con il consumo di latticini.

Cefalea a grappolo

La cefalea a grappolo provoca dolore lancinante che, solitamente, colpisce l’occhio da un solo lato o nella zona circostante.

Può essere mitigata riducendo il consumo di zuccheri.

Emicrania

La classica emicrania è caratterizzata da dolore in un solo lato del capo, peggiorata dall’attività fisica e dalla luce intensa.

Risente del consumo eccessivo di zuccheri.

Mal di testa tensivo

Il disagio è costituito da una sensazione di compressione della testa.

Si aggrava se la dieta è ricca di grassi, dolci e affini.


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Prevenire il mal di testa

Nel nostro menù non deve mancare la frutta e la verdura: tre porzioni di verdura, con peso complessivo compreso tra 500 e 750gr a crudo, insieme alla frutta, con peso fino a 300gr al giorno, forniscono al nostro organismo una riserva di fibre insolubili e insolubili, in grado di favorire la regolarità intestinale, infatti, molto spesso, mal di testa e stipsi hanno una correlazione, a causa del ristagno di tossine nel colon, che generano infiammazione e che possono provocare dolore.

Inoltre le verdure e la frutta sono una buona fonte di antiossidanti, come vitamina C, beta-carotene e polifenoli, che favoriscono l’eliminazione dell’eccesso di radicali liberi, che, come le tossine, possono provocare mal di testa.

I sali minerali, contenuti in questi alimenti, come potassio e magnesio, sono in grado di drenare, il primo, e mitigare il dolore, se già presente, il secondo.

Se tollerata, è possibile mangiare frutta oleosa, come noci, semi di lino e di chia, che contengono Omega-3, protettivi del cervello e antinfiammatori.

Caffeina

Una cosa che in pochi sanno, è che le persone abituate a bere caffè, anche circa 2-3 caffè al mattino, se un giorno dovessero non farlo, rischiano una cefalea in poche ore. La caffeina, infatti, può provocare vere e proprie crisi di astinenza, che possono sfociare in cefalee e mal di testa.

Il quantitativo ottimale, potrebbe essere di non superare 3 tazzine al giorno, per evitare ansia e stati di tensione.

Glutine

Il glutine può provocare mal di testa per le persone celiache, ma anche per le persone con spiccata sensibilità a questa sostanza proteica che, ricordiamo, si forma dal contatto dell’acqua di lavorazione con il grano e dei cereali che lo contengono.

Carboidrati

In generale, tutti cereali e i derivati, soprattutto se consumati in eccesso, sono potenziali fonti di cefalea, soprattutto per gli individui maggiormante predisposti.

I carboidrati con l’indice glicemico più alto, come pasta o riso raffinati, ma anche pane e pizze, sono i più dannosi, soprattutto se molto cotti.

I cereali meglio tollerati sono quinoa, grano saraceno e amaranto, grazie al loro basso indice IG, ma è sempre meglio ridurre i consumi giornalieri.

Grassi

Ci sono grassi e grassi, ma la certezza è che bisognerebbe mantenere, nella propria dieta, un apporto di grassi inferiore al 20%. In particolare, sarebbe opportuno ridurre i grassi Omega-6 a favore degli Omega-3, che hanno notevoli proprietà antinfiammatorie.

In pratica, sarebbe opportuno ridurre gli olii di mais, girasole o soia, a favore dell’olio extravergine di oliva o di olio di semi di lino, ma anche consumare pesce come salmone, nasello o merluzzo, naturalmente ricchi di Omega-3, oppure noci o semi di chia.

Salumi e insaccati

I salumi provocano cefalee a causa dei nitriti e dei nitrati utilizzati nella loro produzione, al fine di mantenere inalterati colore e caratteristiche organolettiche. Inoltre sono anche antisettici e antimicrobici, al fine di evitare la proliferazione di batteri nocivi e tossine, come il botulino.

Queste sostanze possono essere identificati in etichetta con i codici:

  • E249 nitrito di potassio
  • E250 nitrito di sodio
  • E251 nitrato di sodio
  • E252 nitrito di potassio

Alcolici

Gli alcolici sono probabilmente l’elemento in grado di indurre cefalee e mal di testa anche in coloro che non ne sono particolarmente soggetti.

Vino e vodka in particolare, a causa dell’elevato quantitativo di istamina che contengono, possono essere i più “pericolosi”.

Dado da cucina e glutammato

Pur non essendo tossico, il glutammato (E621), un esaltatore di sapidità usato in numerosi ambiti industriali, soprattutto per i cibi confezionati, potrebbe essere una ulteriore causa scatenante del mal di testa.

Chewing gum

Ebbene si, il mal di testa, soprattutto nei giovanissimi, può essere causato dall’eccessiva masticazione, soprattutto se prolungata per diverse ore. La gomma spesso contiene dolcificanti come aspartame e ciclammati, potenziali cause di cefalea, oltre a disfunzione muscolare cranio-mandibolare, favorita dalla masticazione, dal digrignare i denti e mordicchiare unghie ed oggetti.

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Mal di testa: prevenirlo con alimentazione

di Marzia Di Stefano tempo di lettura: 4 min
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