Tutta la verità sul pesce azzurro

pesce azzurro

Vi dico subito che la denominazione pesce azzurro non ha origini scientifiche, ma commerciali.

Quando parliamo di pesce azzurro, facciamo riferimento a numerose specie di pesci d’acqua salata che si distinguono per alcuni aspetti relativi alla conformazione fisica e nutrizionale. Essi sono caratterizzati da:

  • facile reperibilità nel mar mediterraneo
  • dorso nei riflessi del colore blu scuro, con striature verdi argentate
  • ventre di colore argenteo
  • mancanza di squame
  • buon rapporto qualità/prezzo

Proprio per tutti questi motivi viene spesso incluso nella nostra dieta.

Caratteristiche nutrizionali

Uno dei principali benefici del pesce azzurro, dal punto di vista nutrizionale, è l’abbondante presenza di omega3.

Questi grassi, a differenza di quelli che troviamo nella carne, sono un toccasana per la salute. Proteggono il sistema cardio-circolatorio, prevengono numerose malattie come l‘Alzheimer e contrastano alcune forme tumorali.

Inoltre vi troviamo anche la vitamina A, la vitamina B e la vitamina D. Sono presenti poi il calcio, il selenio, lo iodio (fondamentale per la tiroide), zinco, fosforo, fluoro e potassio.

Degna di nota è anche l’abbondanza di proteine ad alto valore biologico. Insomma questa tipologia di pesce è un vero e proprio concentrato di sostanze preziose per il nostro organismo.

Attenzione perché il pesce azzurro è soggetto all’Anisachis, conosciuto come il parassita del pesce azzurro: si tratta di un verme che si annida nello stomaco del pesce, che può trasmettersi ingerendolo crudo.

I pesci azzurri a maggior rischio anisachis sono il tonno, le sardine, le acciughe, il merluzzo, il pesce sciabola, lo sgombro e la lampuga. Per evitare il rischio, è comunque sufficiente non mangiare il pesce crudo. Qualora lo si volesse fare lo stesso, ad esempio con una tartare di sgombro, basterà acquistarlo freschissimo e abbattuto a -25°C per almeno 24 ore.

Benefici del pesce azzurro

Vediamo dunque quali sono i benefici di questa specie e perché vale la pena consumarlo almeno due volte alla settimana.

  • Dietetico: stiamo parlando di un alimento poco calorico, adatto quindi a chi sta seguendo una dieta dimagrante.
  • Combatte il colesterolo: come anticipato, aiuta a mantenere pulite le arterie e riduce il rischio di complicazioni.
  • Previene l’osteoporosi: grazie alla vitamina D e al calcio, aiuta a proteggere le ossa delle donne nel periodo della menopausa.

Quali pesci possono definirsi pesce azzurro?

Aguglia: intorno alla lisca assume una colorazione tipicamente verdastra. Spicca per l’elevato contenuto di omega3.
Alaccia: lo troviamo per lo più nel Mediterraneo meridionale. Ricorda molto la sardina.
Acciuga (o alice): viene spesso consumato sott’olio o marinato ed è più sottile rispetto alla sardina. Molto saporito, ha un colore scuro.
Aringa: generalmente viene mangiata affumicata. Abbonda di sali minerali.
Cheppia (o gheppia): viene pescata nei fiumi e nei laghi e si distingue per la lunghezza, che può toccare anche i 50 cm.
Costardella: abbonda soprattutto nel periodo autunnale.
Cicerello: lo troviamo in pieno inverno e sulle sponde sabbiose.
Lanzardo: ricorda molto lo sgombro.
Leccia: è una specie che può toccare anche i 2 metri, quindi anche il suo peso è generoso.
Merluzzo: ricco di vitamine, è sicuramente uno dei più consumati.
Palamita: ha un sapore è molto deciso.
Sardina: il sapore è molto rinomato ed è più grande rispetto all’acciuga.
Serra: tocca anche 1 metro di lunghezza e presenta una macchia nera sulla pinna pettorale.
Sgombro: di colore scuro, è quello più grasso fra tutti.
Spratto (o papalina): sembra una sardina, ma ha una colorazione più chiara.
Suro (chiamato anche sauro, sugherello o occhialone): si digerisce molto facilmente e va pescato dalla primavera all’estate.

In alcuni casi, in questo elenco sono compresi anche altri pesci che non sono propriamente della categoria:

Ricciola: ha le stesse dimensioni della leccia e pensate che può toccare anche i 100 kg.
Salmone: non è un pesce azzurro, ma essendo ricco di omega 3 spesso finisce in questa categoria.
Tonno: abbonda di vitamine e sali minerali ed è oramai molto diffuso nella nostra dieta.
Pesce spada: viene pescato a primavera e si caratterizza per una vertebra a forma di X.

Cucinare il pesce azzurro

Il pesce azzurro ha un sapore molto intenso e forte, davvero caratteristico. Purtroppo tende a deperire in tempi brevi perdendo molte delle sue proprietà organolettiche.

Innanzitutto è assolutamente sconsigliato mangiarlo crudo, in quanto, come evidenziato in precedenza, potrebbe essere portatore di parassiti e batteri pericolosi, tra cui l’Anisachis. Esistono tanti modi per cucinarlo e potete davvero sbizarrirvi con le ricette più particolari.

Quando lo acquistate, per riconoscere il pesce fresco, dovete considerare diversi aspetti: ad esempio l’occhio deve essere vivo e non velato, la pelle ben lucente e brillante e il ventre gonfio.

Per consumarlo nell’immediato, dovete pulirlo dalle viscere, lavarlo per bene e poi avvolgerlo in una pellicola e lasciarlo in frigo. Altrimenti dovete congelarlo. Al supermercato potete trovarlo in scatola o anche affumicato.

I metodi di cottura spaziano dal forno alla griglia, dal vapore alla cottura in umido o la frittura. L’aspetto più interessante è che in ogni caso non vengono persi gli omega3.

Pesce azzurro per i bambini

Grazie a tutte le sue proprietà, risulta facile immaginare come questo alimento sia caldamente consigliato nella dieta dei bambini.

Meglio optare per pesci di media dimensione e che vivono in media profondità, quindi potenzialmente lontano da sostanze inquinanti presenti sia nei fondali che in superficie.

Un altro suggerimento è quello di consumare pesce fresco o congelato, ma evitare quello in scatola. Con le porzioni, si può andare dalle 2 alle 3 volte alla settimana.

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Tutta la verità sul pesce azzurro

di Marzia Di Stefano tempo di lettura: 4 min
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