Intolleranze al latte e derivati: facciamo chiarezza

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L’uomo è l’unico, tra i mammiferi, che continua a nutrirsi con il latte anche ben oltre il periodo dello svezzamento. Le reazioni avverse al latte nascono perché, dopo lo svezzamento, il nostro corpo smette di produrre lattasi, l’enzima necessario alla digestione del latte e dei suoi derivati, che con il progredire dell’età, riduce il suo funzionamento. Questa difficoltà a digerire il latte in genere, oltre a variare da persona a persona, rappresenta il motivo alla base dei disturbi connessi al consumo di latte, come coliti o le intolleranze.

Diagnosi delle intolleranze

L’intolleranza al lattosio è molto diffusa nella popolazione mondiale, le stime dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) sono dell’ordine del 60%.

Esistono comunque diversi test per la diagnosi.

Breath test

In condizioni normali, con l’apporto della lattasi, durante il percorso nell’intestino tenue, il lattosio è scisso in glucosio e galattosio, che sono pronti per essere assorbiti dalla mucosa intestinale, senza produzione significativa di idrogeno.

In caso di deficit di lattasi, il lattosio non viene digerito efficacemente e arriva nel colon dove la flora batterica intestinale provoca fermentazione con produzione di quantitativi non trascurabili di idrogeno, anidride carbonica, ma anche metano. I gas prodotti in parte sono assorbiti dal sangue e in parte sono espirati dall’apparato respiratorio.

Questo test, misurando la presenza dell’idrogeno nel respiro del soggetto, è in grado di evidenziare l’eventuale deficit di lattasi e, di conseguenza, se la persona è affetta da intolleranza.

Il test, di norma si esegue al mattino, dopo 8 ore a digiuno, soffiando in un palloncino. Subito dopo si beve una soluzione con 20gr di lattosio e acqua, e, a intervalli di 30 minuti, soffiando ogni 30 minuti per altre 6 volte. Di conseguenza, il breath test dell’idrogeno dura circa 3 ore.

Prick test

Questa tipologia di test identifica l’alimento sospetto mettendo a contatto con la cute una piccola quantità di latte. L’epidermide è bucata con un pennino che consente alla sostanza di penetrare.

Nelle persone allergiche, dopo 15-20 minuti si manifesterà eritema e/o gonfiore.

Tipi di intolleranze

Le intolleranze non sono tutte uguali: le situazioni che possono presentarsi sono tre diverse.

Intolleranza enzimatica al lattosio

Questo tipo di intolleranza è provocata dalla mancanza o carenza fisiologica dell’enzima della lattasi sulla superficie della mucosa intestinale. Il lattosio non digerito, che rimane nell’intestino, è utilizzato dalla flora batterica con fenomeni di fermentazione con conseguente produzione di gas. La carenza di lattasi è acquisita, ovvero causata dal deterioramento della mucosa intestinale a causa di una infiammazione (come la gastroenterite) o una infezione.

Si tratta di un problema temporaneo che perdura finché non sarà risolta l’infiammazione o l’infezione alla base.

I soggetti più colpiti da queste forme sono soprattutto i bambini fino a due anni, perché il loro intestino è molto sensibile agli agenti infettivi, hanno una piccola riserva di enzima (la superficie dell’intestino è piccola) e il loro nutrimento si basa quasi esclusivamente sul latte.

I sintomi più comuni di queste forme di intolleranza sono:

  • dolori addominali anche crampiformi
  • meteorismo intestinale
  • dissenteria

L’intensità di questi sintomi è direttamente proporzionale alla quantità di lattosio che il soggetto riesce a tollerare. Il breath test, in questo caso è piuttosto affidabile ma, in caso di esito negativo, la causa dell’intolleranza andrà ricercata in una forma diversa, come quella da sovraccarico e infiammazione cronica.

Intolleranza da sovraccarico e infiammazione cronica

La causa di questa situazione è una reazione avversa alla caseina, che è la principale proteina contenuta nel latte. Quest’ultima provoca, con l’andare del tempo, una micro-infiammazione intestinale che può alterare la flora microbica. I sintomi sono molto simili alla forma precedente, però, se trascurati, possono provocare infiammazioni croniche come dermatiti, eczemi, artriti o bronchiti.

Questo tipo di intolleranza è tipico degli adulti. In questo caso, dal quadro diagnostico ci si aspetta un esito normale dal breath test, con positività ai vari test delle intolleranze.

Intolleranza chimica

Questa tipologia di intolleranza è dovuta alla presenza di antibiotici, ormoni e/o altri farmaci nel latte. In questo caso, la colpa è dei farmaci.

Nei programmi di allevamento intensivo, per stimolare la produzione di latte, sono comunemente utilizzati gli ormoni sintetici, in particolare l’ormone della crescita bovino (rBGH). Inoltre, lo sfruttamento degli animali nella produzione di più latte di quanto necessario per il solo allattamento dei vitelli, provoca infiammazioni alle mammelle, che sono trattate con antibiotici. Tracce di queste sostanze, possono essere trovate anche nel latte in commercio e, di conseguenza, essere responsabili di intolleranze nei soggetti che hanno bevuto o assunto il latte.

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Intolleranze al latte e derivati: facciamo chiarezza

di Marzia Di Stefano tempo di lettura: 3 min
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