Cibo e depressione

glicemia e depressione

Per anni, magari erroneamente, gli zuccheri e gli alimenti dolci sono stati considerati quasi come un farmaco contro la depressione, grazie alla proprietà di favorire la sintesi e il rilascio di serotonina nel cervello.

In realtà, il consumo di cibi ad alto indice glicemico, con i conseguenti picchi glicemici che ne derivano, potrebbe causare stati depressivi, irritabilità, stanchezza e altri sintomi come difficoltà di concentrazione e scarsa lucidità mentale.

Il ruolo della dieta e delle corrette abitudini alimentari, quindi, potrebbe non essere marginale.

E’ stato ampiamente dimostrata la correlazione tra glicemia e umore. Ma cosa succede realmente nel nostro organismo?

Quando il nostro corpo assume cibi raffinati, come zuccheri bianchi, la glicemia aumenta repentinamente, per poi essere riportata a valori ottimali dall’insulina prodotta e rilasciata dal pancreas. Inoltre, a questo meccanismo va aggiunto anche il senso di colpa dopo aver mangiato, magari in un momento di tristezza o nostalgia, comfort food, come dolci, patatine, snack, in grado di offrire una sensazione di benessere e sollievo momentanea, rendendoci in realtà ancora più stressati quanto subentrerà il senso di colpa.

Ma come fare per contrastare la glicemia e, di conseguenza, l’umore ballerino?

La strategia più efficace è di privilegiare il consumo di cibi a basso indice glicemico, come i cereali integrali, i legumi, le verdure, piuttosto che i cibi raffinati, il junk food e i comfort food.

Inoltre, masticare a lungo il cibo prima della deglutizione, consente di ridurre l’appetito in quanto si dà al cervello il tempo di ricevere l’input del senso di sazietà.

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Cibo e depressione

di Marzia Di Stefano tempo di lettura: 1 min
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